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Sono uno di quegli uomini che guarda ancora cartoni animati a 34 anni e non mi preoccupo di nascondere il mio lato fanciullesco.
Mi viene da sorridere quando ripenso a mio padre che mi diceva, quando avevo appena 12 anni: “tra un po’ vai a militare, guarda il telegiornale invece dei cartoni!”. E invece sono ancora qui che attendo trepidante l’uscita dell’ultimo film Disney – da piccolo era l’unica che creava lungometraggi animati o film per bambini – o delle altre compagnie nate negli ultimi anni e che si sono velocemente innalzate alla qualità della antesignana.
Inutile cercare di fare un elenco dei miei lungometraggi preferiti, perché ognuno di essi, chi più chi meno, ha sempre incontrato la mia approvazione e il mio godimento.
Cercherò invece di farlo coi fumetti.
Partito sempre dai vari Disney come Paperino, Topolino… etc… durante l’adolescenza mi sono dedicato ad alcune serie americane (Image, Gen13, Wetworks…) che, tuttavia, hanno avuto poca fortuna. Sono passato per i fumetti Bonelli, alcuni dei quali seguo ancora con passione e dei quali prediligo: Adam Wild, Asteroide Argo, Brad Barron, Brendon, Dampyr, Dragonero, Gea, Gregory Hunter, Lilith, Tex.
Una parentesi a parte va dedicata a Dago: semplicemente il mio eroe!
Infine, durante il servizio civile nel 2003, mi sono del tutto consacrato ai manga.
Già da anni mi ero in realtà imbattuto inconsapevolmente nella forma d’arte giapponese più diffusa e conosciuta al mondo, grazie alle “serie animate” di Kenshiro e dell’Uomo Tigre, note già negli anni ’80, oppure ai “fumetti” dei Cavalieri dello Zodiaco che uscivano in edicola. Ma, come dicevo, è solo a cavallo del nuovo secolo – sulla scia del mio nuovo interesse per la storia del Giappone, in particolare dell’epoca Sengoku, e in seguito per tutta la cultura del Sol Levante – che ho scoperto termini come manga e anime, tra i quali preferisco la versione cartacea.
Vorrei quindi stilare un elenco dei miei manga favoriti – senza dilungarmi su analisi e considerazioni – alcuni piuttosto recenti, altri che rimarranno sempre nel mio cuore, non solo per qualità di storia e disegni – in effetti devo dire che il disegno ha un’importanza capitale: in mancanza di un tratto che mi piace non riesco a interessarmi a una serie, per quanto buona sia la trama! – ma anche per il valore affettivo che rivestono.
Dunque, tra quelli più vecchi e amati colloco:
Ken il Guerriero
I Cavalieri dello Zodiaco
Le bizzarre avventure di JoJo – letto successivamente, ma che considero il capostipite di tutte le mie letture.
GTO e Slam Dunk – semplicemente geniali ed esilaranti. (Ci tengo a evidenziare un link molto interessante riguardo il capolavoro di Inoue: http://www.prismomag.com/slam-dunk/)
City Hunter

Top 3 attuale:
One Piece – come può mancare nella mia lista? IL MANGA per eccellenza (come dimostrano le milioni di copie vendute in tutto il mondo)! Diversamente da come mi esprimerò dopo per altri titoli, mi sento di dire che questo manga potrebbe non finire mai, per quanto mi riguarda!
E non è un caso se nell’immagine in evidenza ho messo Smoker, il mio personaggio preferito, né avrei comprato la sua figuarts durante il mio viaggio a Tokyo!bandaIONE08
Worst – di Hiroshi Takahashi (autore anche di Crows e QP Soul of Violence)
Toriko – divertente, esagerato, folle!

Altri degni di nota:
Assassination Classroom, Basilisk, Battle Royale, Berserk (morirò prima di vederne la fine?), Classe di Ferro, Death Note, Detective Conan, Dr. Slump & Arale, Eyeshield 21 (sarebbe al 4 posto tra i preferiti attuali), Fairy Tail, Harlem Beat, I signori dei mostri, Keiji il magnifico, La spada e la mente, Yankee Kun & Megane Chan.

Un caso a parte:
Bleach – penso che la serie sarebbe dovuta finire con Aizen e che la continuazione sia solo una manovra commerciale, visto il successo (nel link sopraindicato è presente anche un’illuminante disamina sull’andamento dell’industria fumettistica giapponese). Nonostante questo, i disegni di Kubo sono un vero piacere per gli occhi e rimane comunque piacevolmente fruibile.

Serie che non mi hanno entusiasmato ma trovo comunque accettabili:
Angel Heart, Black Cat, Blue Dragon, Buster Keel, Cyber Blue, Gekka Bijin, Genzo, Hunter x Hunter (anche per questo: morirò prima di vederne la fine?), Hyde & Closer, I’’s, Inu Yasha, Kekkaishi, Kenichi, Kenshin samurai vagabondo, Keroro, La legge di Ueki, Rave, Rock Lee, Ryusei, Shadow Lady, Shigurui, Toto, Tutor Hitman Reborn!, Video Girl Ai, Vinland Saga, Zombie Powder, Yu degli Spettri

Le note dolenti:
Qualcuno avrà rilevato la fulgida assenza di Dragonball: ammetto di avere la serie e di averla apprezzata fino ai primi tornei. Ma lunghi anni di trasposizione in tv (come se esistesse solo quel cartone), con scontri infiniti e versi senza senso, me lo hanno fatto prendere in antipatia; così come il misurare con dei numeri la forza dei combattenti (gente che si stupiva di vedere sbriciolata una montagna, quando personaggi molto più scarsi facevano esplodere interi pianeti!) e questa mania di non far mai concludere la storia… Un buon manga deve saper finire per tempo! E lasciar un senso di malinconia, di rimpianto per la fine della serie preferita.
Stesso discorso sull’esagerazione con nemici impossibili, sulle spiegazioni cervellotiche e su una fine agognata vale anche per Naruto, uno dei miei preferiti fino a pochi tankōbon fa… adesso non vedo l’ora che esca l’ultimo numero! (Per quanto lo preferisca mille volte a Dragonball!)

Altri manga che non mi sono piaciuti, che ho interrotto e che non intendo collezionare:
Air Gear, Alita Last Order, Claymore, Densha Otoko, D.Gray-Man (disegni superbi, ma di una pesantezza!), Gantz, Green Blood, Hikaru No Go, Il Re Lupo, Ken il guerriero: Le origini del mito, Inferno e Paradiso, Letter Bee, Meteorite Breed, Shaman King, Soul Eater, Tough… e altri che ho già restituito.

Naturalmente si tratta di gusto del tutto personale, senza offesa per nulla e nessuno!
Sayounara!

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