Aedan

Aedan

Ho cercato di creare questo personaggio dandogli un alone di mistero che si scioglie piano piano insieme al suo carattere apparentemente forte, che cela una gran debolezza e una storia tragica.
Inizialmente l’avevo chiamata Ivar, che è un nome scandinavo maschile. Poi l’ho cambiato, perché già Iva – come abbreviazione – non mi piaceva affatto e soprattutto volevo qualcosa che sottolineasse ancor di più il suo distacco dalla tribù Jarl – di chiara ispirazione vichinga –, il suo sentirsi estranea e a disagio. Quindi non solo un nome da maschio, ma anche un nome di un’altra cultura, quella celtica. Così è nata Aedan, che significa “fiamma”, sia per il carattere che per il colore dei capelli e degli occhi.
Non contavo nemmeno di farla diventare una dei protagonisti, tuttavia a volte è la penna a guidare lo scrittore, ossia la foga del momento e non le idee che si era fatto prima.
L’aspetto, invece, è da subito stato quello e trovare il corrispettivo “reale” del personaggio è stato assai facile. Appena ho visto questo viso mi sono detto: è lei!

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